Salvo Grasso


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Fisica Quantistica,  Il Quanto dell' Anima

Il primo a cercare una spiegazione diversa ai fenomeni naturali microscopici fu il fisico tedesco Max Planck agli inizi del Novecento. Nel 1900 Planck elaborò la teoria dei quanti e introdusse il concetto di quanto di energia. Secondo Planck l'energia è quantizzata come le cariche elettriche. L'energia viene emessa in quantità discrete, multipli interi di un quanto di energia universale.

Per interpretare il comportamento delle particelle e i fenomeni naturali microscopici è stato necessario formulare nuove leggi della fisica, dette meccanica quantistica. La fisica Quantistica o teoria dei quanti è la teoria della meccanica 

attualmente più precisa, riesce a descrivere il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica, dove le precedenti teorie classiche risultano inadeguate.

Nel cuore della materia c’è un mondo immenso, composto da miliardi e miliardi di particelle, che sfugge ai nostri sensi e alla nostra intuizione. Un mondo in cui non valgono le leggi fisiche usuali, ma quelle più complicate e “misteriose” della meccanica quantistica, una teoria così paradossale da stupire gli stessi scienziati che l’hanno inventata. «Nessuno la comprende davvero» ha detto nel 1965 Richard Feynman, uno dei fisici più brillanti della sua generazione.

Eppure questa teoria funziona, perché descrive il mondo degli atomi e delle molecole con precisione impeccabile. Anzi, si sospetta che siano alcuni fenomeni ad essa collegati a rendere possibile la vita. La meccanica quantistica, per le sue caratteristiche quasi “magiche”, da sempre affascina filosofi,scienziati e non solo.

 

PARTICELLE MIRACOLO. Onde che si comportano come particelle, particelle che oltrepassano le barriere come fantasmi o che comunicano tra loro in modo “telepatico”... È questo lo strano mondo che gli scienziati si sono trovati di fronte quando hanno scoperto la meccanica quantistica.Una delle caratteristiche principali di questa teoria è la quantizzazione. Cioè il fatto che, nel mondo microscopico, le quantità fisiche come l’energia non possono essere scambiate in modo “continuo”, come un flusso d’acqua del rubinetto che si può dosare a piacere, ma attraverso “pacchetti” detti “quanti”... come acqua contenuta in bicchieri o bottiglie dal volume prefissato. In virtù di questa proprietà, la luce è composta da corpuscoli di energia detti “fotoni”; e anche gli atomi possono assorbire questa energia soltanto a pacchetti: un atomo, per esempio, può assorbire o emettere 1 o 2 o 3 o più fotoni, ma non 2,7 fotoni o mezzo fotone.È quello che avviene nell’effetto fotoelettrico, in base al quale un metallo colpito dal giusto tipo di luce produce elettricità: questo fenomeno, scoperto alla fine dell’800 e spiegato nel 1905 da Einstein, è alla base del funzionamento dei moderni pannelli fotovoltaici.

 

ONDA O PARTICELLA? La seconda “stranezza” della meccanica quantistica è il fatto che – come Giano Bifronte – tutte le particelle hanno una doppia natura: «In alcuni esperimenti si comportano come corpuscoli, in altri come onde» spiega Giancarlo Ghirardi, professore emerito di fisica all’Università di Trieste. «Un esperimento che mostra la natura ondulatoria degli elettroni è quello della doppia fenditura: si pone uno schermo sensibile di fronte a una doppia fenditura e si osserva che gli elettroni impressionano la lastra formando frange di interferenza, proprio come fa la luce (vedi disegno qui sotto). Altri esperimenti dimostrano invece che gli elettroni sono particelle».

 

 

 

 

 

 

schema

Onda o particella? La luce passa da una fenditura, poi ne incontra altre due. Le onde interferiscono tra loro, creando chiazze alternate di luce e buio; se fossero particelle, ci sarebbe luce solo in A e in B. Con un fascio di elettroni accade la stessa identica cosa. Eppure, con altri esperimenti, si dimostra che gli elettroni sono particelle. Ecco perché si parla di “dualismo onda-particella”

IMPREVEDIBILE. La fisica classica è “prevedibile”: permette di calcolare con precisione la traiettoria di un proiettile o di un pianeta. Nella meccanica quantistica, invece, quanto più precisamente si conosce la posizione di una particella, tanto più incerta diventa la sua velocità (e viceversa). Lo dice il principio di indeterminazione, formulato nel 1927 dal fisico tedesco Werner Heisenberg. Quindi, se vogliamo descrivere il comportamento di un elettrone in un atomo, possiamo solo affermare che è localizzato in una nube intorno al nucleo, e la meccanica quantistica ci indica la probabilità che, effettuando una misura, l’elettrone si trovi in un certo punto. Prima della misura, lo stato dell’elettrone è descritto dall’insieme di tutti i possibili risultati: si parla quindi di sovrapposizione degli stati quantistici. Nel momento della misura, l’elettrone “collassa” in un singolo stato. Questo principio ha un risvolto concettuale importante: in un certo senso, con i loro strumenti di misura, gli scienziati intervengono nella creazione della realtà che stanno studiando.

 

COME FANTASMI. Un altro fenomeno quantistico bizzarro è l’effetto tunnel, cioè il fatto che le particelle possano superare una barriera come un fantasma passa attraverso un muro. «È così che si spiega il decadimento delle sostanze radioattive» . «La radiazione emessa da questi materiali, infatti, è costituita da particelle che superano una barriera energetica all’interno dei nuclei».

 

INTRECCI LUMINOSI. Tutto ciò è già abbastanza strano. Ma il fenomeno più curioso è l’entanglement (“intreccio”). Immaginiamo di prendere due fotoni in una “sovrapposizione di stati” - possiamo pensarli come monete che girano all’infinito, mostrando entrambe le facce (testa o croce) - e di sottoporli all’entanglement, per poi portarli ai lati opposti dell’universo. Secondo la meccanica quantistica, se effettuiamo una misura su uno dei due, e otteniamo per esempio testa, anche l’altra moneta, istantaneamente, cessa di trovarsi in uno stato indeterminato: se la misuriamo (dopo un secondo o dopo un secolo) siamo sicuri che il risultato sarà testa. Le due particelle sono come in... contatto telepatico. Assurdo? No, entanglement!

 

L’UNIVERSO ESISTE INDIPENDENTEMENTE DA NOI?

Le cose, per esistere, hanno bisogno di essere percepite. Lo sosteneva nel ’700 il filosofo britannico George Berkeley, secondo cui una palla o un albero non esistono in sé, indipendentemente da noi: quelli che percepiamo sono gli stimoli sensoriali che ci arrivano direttamente da Dio. E il filosofo tedesco Immanuel Kant, sempre nel ’700, aveva ribadito che non si può conoscere il mondo “così come è in sé”, ma solo “ciò che appare”. Qualcosa di simile, due secoli dopo, dice la meccanica quantistica: per determinare la posizione di una particella, per esempio bisogna illuminarla… e allora la particella, colpita dalla luce, schizza via. Sappiamo dov’è, ma non dove sarà dopo un istante.

Per osservare la realtà, insomma, bisogna “disturbarla”: «Secondo l’interpretazione di Copenhagen »

 «gli eventi quantistici dipendono dalla presenza dell’apparato di osservazione che li deve misurare».

Einstein non riusciva a digerire questo aspetto della teo­ria: era infatti convinto che la real­tà fosse ben determinata e indipendente da chi l’osserva. Ma oggi gli esperti sono a favore dell’interpretazione di Copenhagen.

 

LA NOSTRA ESSENZA SI ESTENDE A TUTTO L’UNIVERSO?

Quando navighiamo in Internet, lo spazio sembra essere risucchiato da un click del mouse, all’interno di collegamenti ipertestuali fra sistemi che distano migliaia di km l’uno dall’altro. Nel mondo subatomico, in certe condizioni, può succedere la stessa cosa: ci sono particelle “gemelle”, legate tra loro dalla proprietà dell’entanglement, che pur trovandosi in punti opposti dell’universo riuscirebbero a comunicare istantaneamente fra loro, agendo come un tutt’uno.

Questo fenomeno, ormai dimostrato, demolisce uno dei pilastri della fisica tradizionale: il principio di località . Tanto da far sorgere un dubbio: viviamo forse in un tutto indivisibile, dinamico, le cui parti sono interconnesse come sosteneva nel ’600 il filosofo olandese Baruch Spinoza?

Secondo la sua visione “panteistica”, esiste una sostanza unica e infinita, un ordine geometrico in cui Dio e natura coincidono (Deus sive natura, “Dio, ovvero la natura”) come causa interna al tutto.

 

LA NATURA RIFIUTA IL VUOTO?

Natura abhorret a vacuo (“la natura rifiuta il vuoto”): la frase risale al Medioevo, ma il concetto è antico: già nel IV sec. a. C. Il greco Aristotele e i suoi discepoli negavano l’esistenza di “un luogo in cui non c’è nulla”, dove “non è possibile che neppure un solo oggetto si muova”.Il tabù, in Occidente, è rimasto per millenni, assimilato persino dalla Chiesa, che non tollerava l’esistenza di un luogo senza Dio. Poi la fisica classica aveva dimostrato che il vuoto si poteva creare, per esempio eliminando l’aria da un contenitore. Sembrava possibile anche creare il “vuoto perfetto”, cioè una regione di spazio del tutto priva di atomi e di luce.

Ma la meccanica quantistica ha stabilito che questo non è possibile: anche il “vuoto perfetto” conterrebbe infinite fluttuazioni energetiche in grado di generare particelle virtuali che nascono dal nulla e spariscono continuamente in tempi brevissimi. Aristotele, insomma, in un certo senso aveva ragione.

 

ESISTE UNA TEORIA CAPACE DI SPIEGARE OGNI COSA?

I fisici cercano una Teoria del tutto, in grado di unificare ogni cosa: uomo e stelle, piccolo e grande… ce la faranno? Non è detto, ma l’ambizione è antica. A suo modo, ci aveva già provato nel VI sec. a. C. il filosofo greco Pitagora, affidando ai numeri, costituenti ultimi della natura, il compito di tenere unito l’universo.

Oggi, invece, si punta soprattutto a un’evoluzione della Teoria delle stringhe detta “Teoria M”. Più che un’unica teoria, al momento è un sistema di 5 teorie distinte che si applicano in contesti diversi.

Potremmo paragonarla a una grande mappa del mondo: per rappresentare fedelmente l’intera superficie terrestre occorrono tante piccole carte geografiche che, sovrapponendosi parzialmente tra loro, mostrano aspetti diversi dello stesso paesaggio.

 

LA REALTÀ È MATERIA O INFORMAZIONE?

Oggi assistiamo al trionfo dell’informatica: testi, immagini, suoni e filmati viaggiano in Internet da una parte del mondo all’altra sotto forma di sequenze di 0 e 1: i bit. Questi mattoncini digitali, parte essenziale della nostra vita, ci portano a una riflessione: la realtà è formata da materia o da bit? Forse, come racconta il film di fantascienza Matrix, viviamo in un grande cervello elettronico che simula il mondo. Con la differenza che i bit della meccanica quantistica sono diversi da quelli “classici”: si chiamano qubit e consentono combinazioni (e operazioni logiche) di una complessità senza paragoni nel mondo dell’informatica tradizionale

 

Tutta la materia è una forma d’energia. Ciò fu provato da Einstein attraverso la sua famosa formula: E=mc2, dove E è l'energia di un sistema (materia) che ha una massa m; e c è la velocità della luce. Questa equazione stabilisce che la massa e l'energia sono equivalenti; in altre parole, la materia e l'energia sono due espressioni della stessa sostanza universale. Quella sostanza universale -"Campo d’Energia Universale" è la primitiva "sorgente d’energia" o "vibrazione" della quale noi tutti siamo composti. Noi non siamo un corpo fisico; noi siamo in origine un "corpo d’energia" che ha un’apparenza fisica.
Tutte le forze nella materia, includendo la gravità, le forze elettromagnetiche e le forze nucleari sono inoltre costituite dallo stesso "Campo d’Energia Universale".

Nel diciannovesimo secolo, gli scienziati scoprirono che tutta la materia era composta da particelle piccolissime chiamate atomi. Essi capirono che l'universo era composto da migliaia di differenti specie di cose - rocce, vetro, acqua, aria, cellule del corpo, e così via - ciascuna delle quali era composta da differenti combinazioni di poche dozzine di specie d’atomi.
Comunque, essi più tardi scoprirono che gli atomi erano composti da oggetti persino più piccoli: elettroni, protoni e neutroni. Il nucleo atomico era composto da protoni e neutroni, mentre gli elettroni ruotavano intorno al nucleo.

Tutti gli atomi erano combinazioni di queste tre particelle e si credeva che queste cosiddette " particelle subatomiche" fossero indivisibili.
Ciò fu provato essere errato, dal momento che nel mezzo del ventesimo secolo gli scienziati scoprirono che protoni e neutroni erano composti da particelle persino più piccole, chiamate "quark". Ciascun protone e neutrone erano composti da tre quark. Così, secondo questo nuovo modello, tutta la materia dell'universo, inclusi atomi, stelle, rocce, piante, ecc., è composta da quark ed elettroni. Fu predetto che i quark e gli elettroni erano particelle simili ad un punto ed erano indivisibili.
Con sorpresa di molti, persino questo modello fu scoperto essere incompleto nel 1984, quando i fisici John Schwartz e Michael Green introdussero una nuova teoria: "Teoria delle Superstringhe". Questa teoria più trascendeva tutte le teorie precedenti dimostrando che le entità più fondamentali dell'universo non erano punti, ma oggetti ad una dimensione estesi come stringhe, molto simili ad una corda di chitarra, che possono vibrare. Questi oggetti furono chiamati "superstringhe", ed erano molto più piccole della più piccola particella subatomica.
Queste superstringhe sono gli elementi di base del campo d’Energia Universale.

Esse vibrano e trasportano energia - l'Energia Universale - un'energia che è molto importante per noi.
Secondo la "Teoria delle Superstringhe", le superstringhe sono oggetti molto misteriosi (e molto piccoli) che costituiscono i blocchi di costruzione d’ogni cosa nell'universo e trasportano energia mentre vibrano in un moto simile alle onde come parte del Campo d’Energia Universale. I fisici affermano che queste stringhe corte vibrano a diverse frequenze, e le diverse frequenze costituiscono differenti forme di materia. Come le corde di una chitarra che producono differenti note, le differenti vibrazioni di superstringhe si mostrano negli strumenti scientifici come protoni, elettroni, quark, fotoni, e così via.. Così, quello che noi chiamiamo fotone (particella leggera) è in realtà una superstringa che vibra ad una certa frequenza, giusto come la nota "C" è quello che noi percepiamo da una corda di chitarra che vibra ad una specifica frequenza. Questo rende le implicazioni della "Teoria delle Superstringhe" sorprendentemente belle.
"Le Superstringhe possono cantare" dice Jim Gates, un importante fisico. "Così puoi pensare al mondo che ci circonda come a una sinfonia di corde che vibrano a differenti frequenze".
Un protone può essere pensato come tre superstringhe che vibrano, una per ciascun quark. Metaforicamente parlando, se noi consideriamo ciascuna vibrazione di una superstringa come una nota (una nota musicale come "C"), allora un protone è come un accordo musicale - una combinazione di note suonate assieme per fare un nuovo suono. Naturalmente, nella realtà, l'accordo di un protone si svela negli strumenti scientifici come avente tutte le proprietà di un protone (come la massa, la rotazione, etc.) invece di produrre musica. La stessa cosa per le altre particelle.
Così, anche un atomo è la combinazione di accordi. Una molecola, essendo una combinazione di atomi, è un pezzo di musica ancora più complesso. E il mondo intero, essendo una combinazione di atomi e molecole, è una sinfonia.
Gli esseri umani, gli animali, le piante, ogni cosa nell'universo sono differenti vibrazioni della stessa sostanza, le superstringhe. Come entità apparentemente separate, NOI SIAMO ESSERI CHE VIBRANO D’ENERGIA, intimamente connessi a tutto il resto dell'universo attraverso il Campo d’Energia Universale che non conosce e vede nessun confine. I nostri corpi sono i più bei pezzi musicali (giusto come la sinfonia di Beethoven) le cui note sono pulsanti superstringhe che sono condivise con tutto il resto nell'universo. L'Universo è un Campo di Energia Universale, e noi ne siamo una parte vitale, condividiamo la stessa energia, noi siamo circondati da energia universale che non ha limiti.
Il campo di Energia Universale non è un campo Elettromagnetico anche se ci sono delle similitudini tra i due.

 

UN CAMPO ELETTROMAGNETICO è prodotto da una sorgente che contiene cariche elettriche in movimento. Una volta prodotto, un campo elettromagnetico è libero di emettere delle radiazioni; ed esso si propaga nello spazio come una combinazione di campi elettrici e magnetici che costantemente vibrano. Esso si muove nello spazio come un'onda viaggiante alla velocità della luce. La "luce visibile" è una forma di campo elettromagnetico (chiamato anche "fotone"), e così sono le onde radio e televisive, le microonde, i raggi "X". Un campo elettromagnetico non è parte della materia (la sua massa è zero), tuttavia esso trasporta energia. In altre parole, esso è un trasportatore di forze, e può trasportare energia a lunghe distanze. Le radiazioni del sole che danno energia alla terra ed agli esseri viventi, sono un importante esempio di energia Elettromagnetica.
La luce, come campo elettromagnetico, può vibrare a diverse frequenze (vibrazioni). Le alte frequenze producono i raggi gamma e i raggi "X", mentre le basse frequenze producono le micro-, e le onde radio. E, secondo l'equazione di Einstein: "E=hf", più alta è la frequenza (o le vibrazioni), più tanta è l'energia trasportata.

 

UN CAMPO DI ENERGIA UNIVERSALE, d'altro canto, non è prodotto da una sorgente; esso stesso è la sorgente di tutte le altre cose. Il Campo di Energia Universale consiste di "Superstringhe" che sono più piccole degli atomi, della luce, o qualsiasi cosa che abbiamo visto con i nostri sensi o in un laboratorio di fisica. Il Campo di Energia Universale è la sorgente della luce, di tutta la materia e di tutte le forze dell'universo; esso si materializza in solidi aspetti intorno a noi.
Comunque, similarmente a un campo Elettromagnetico, il Campo di Energia Universale si muove nello spazio come un'onda viaggiante che vibra costantemente. Esso si espande attraverso lo spazio, SENZA NESSUNA ECCEZIONE. Esso trasporta energia - l'Energia Universale - che può raggiungere livelli straordinari. Inoltre esso produce un largo spettro di frequenze ed energie; le sue più basse vibrazioni (frequenze) trasportano energia relativamente più bassa delle sue più alte vibrazioni che trasportano energia più alta. Le vibrazioni che trasportano energia più alta possono trasferire energia a regioni con energia più bassa.
Il Campo di Energia Universale, alla più bassa estremità del suo spettro energetico, produce la materia nell'Universo, le sue più basse vibrazioni s’intensificano nell'apparente universo solido che è visibile ai nostri sensi ed alla nostra consapevolezza. I nostri corpi sono formati da questo campo denso (massa) con vibrazioni più basse ed energia più bassa. Comunque, alla più alta estremità del suo spettro energetico, il Campo di Energia Universale, resta come è; e non si materializza nella materia, ma piuttosto mantiene la sua condizione originale - come un campo puro (omogeneo) che si muove liberamente e che consiste di superstringhe. Questo campo circonda i nostri corpi e pervade l'intero Universo ed è più impercettibile. Così, questo campo impercettibile con le sue più alte vibrazioni (e alta energia) è la sorgente dell'Energia Universale che dà Energia Vitale ai nostri corpi. Questo scambio di energia entro lo stesso UNICO Campo Universale mantiene i nostri corpi vivi e funzionanti in modi salutare, purché siano evitati squilibri di energia, poiché tali squilibri di energia potrebbero portare alla malattia.
L'energia è definita come una potenza interna ed intrinseca posseduta da un sistema che permette al sistema stesso di sostenersi e/o di muoversi. L'energia può essere trasferita o rilasciata da un sistema ad un altro, nel qual caso essa può causare cambiamenti (o forze) fisici nel sistema ricevente (o assorbente) l'energia. L'energia è sempre conservata, che significa che non può essere creata o distrutta, ma solo convertita da una forma ad un'altra, o trasferita ad un altro sistema. L'energia esiste in molte forme.
La materia di cui è composto il nostro Universo, contiene tre forme di energia: potenziale, cinetica ed energia intrinseca. L'energia cinetica è l'energia associata ad un sistema che si muove. Per esempio, l'Energia Elettromagnetica trasportata dai raggi solari, che nutre le piante, è una forma di energia cinetica. L'energia potenziale è l'energia accumulata in un sistema. L'energia chimica fornita nei cibi che nutrono gli animali e gli esseri viventi è una forma di energia potenziale. E infine, l'energia intrinseca è l'energia che mantiene gli atomi intatti ed è anche chiamata energia della materia. La famosa equazione di Einstein E=mc2 descrive l'energia intrinseca di un sistema che ha la massa m..
Comunque, al livello più profondo, la più fondamentale energia è la misteriosa Energia Universale che è la sorgente di tutte le altre forme di energia. Essa è l'energia associata al campo di Energia Universale (superstringhe) che pervadono l'intero spazio. L'energia cinetica, potenziale ed intrinseca sono differenti forme (o parti) dell'Energia Universale.
Come sappiamo, i nostri corpi consistono di sistemi gerarchici che sono composti da differenti parti (organi) che a loro volta consistono di varie cellule. Ogni cellula è composta da molecole ed atomi che sono tenuti assieme da forze elettromagnetiche; e molti agenti chimici coordinano il funzionamento delle parti come un armonioso sistema collettivo. In questo senso, i nostri corpi contengono tutte e tre le energie: cinetica, potenziale ed intrinseca. Mentre l'energia intrinseca e cinetica forniscono la solidità (e la struttura genetica) al corpo, l'energia potenziale fornisce il nutrimento. D'altro canto, alla più bassa gerarchia, dal momento che tutta la materia, inclusi i nostri corpi, le loro cellule e gli atomi sono composti da Campi di Energia Universale, noi vediamo che i nostri corpi sono allo stesso tempo un sistema che vibra e che contiene Energia Universale. Questa Energia Universale appare come energia cinetica, potenziale e intrinseca a livelli di gerarchia maggiori, questa stessa Energia Universale dà solidità ai nostri corpi come sorgente di nutrimento.
Come già detto, al suo spettro di bassa energia, il Campo di Energia Universale con le sue basse e dense vibrazioni (Campo Basso) s’intensifica e forma la materia. La ragione per cui noi vediamo differenti materie intorno a noi (come gli alberi, i nostri corpi, gli animali, e così via) è il risultato di differenti frequenze (o vibrazioni) di questo "Campo Basso". Allo spettro di alta energia, comunque, il Campo di Energia Universale con le sue alte e più misteriose vibrazioni (Campi Alti) NON forma materia, ma piuttosto preserva le sue pure vibrazioni senza forma che trasportano la misteriosa Energia Universale.
Questo significa che mentre i Bassi Campi modellano i nostri corpi con evidenti forme di Energia Universale come la solidità e la costituzione genetica, i Campi Bassi inoltre forniscono i nostri corpi del nutrimento usando altre evidenti forme di Energia Universale (dal cibo e aria). Qui, è importante notare che dal momento che tali azioni sono effettuate per mezzo del Campo Basso, esse piuttosto coinvolgono le Basse Energie. (Così, è vero che noi siamo un corpo di energia, o un campo che vibra, tuttavia, è anche vero che i nostri corpi operano ad energie relativamente basse).A questo punto, il Campo Alto che ci circonda appare come un salvavita. A causa della sua alta energia e della sua natura tutta invasiva, questo campo interagisce con il Campo Basso, e trasferisce la più "misteriosa forma di Energia Universale" alle strutture composte da Bassi Campi, come i nostri corpi. Riassumendo, la vitalità e la salute del corpo umano è fornita da quattro sorgenti: "programmazione genetica", "cibo", "aria", e "la misteriosa forma di Energia Universale". La quarta sorgente è fornita dal Campo Alto (il più impercettibile campo di Energia Universale) che circonda i nostri corpi, ed è la più alta forma di sorgente di energia - e pertanto la più critica - di tutte e quattro le sorgenti.. Tutte e quattro le sorgenti assieme costituiscono l' "ENERGIA VITALE", poiché danno forza vitale (forza che sostiene la vita) a un corpo. Altri nomi per "Energia Vitale" sono: "Chi" o "Prana".

 

IL LINGUAGGIO DELLA NATURA
Possiamo mettere in discussione l'arcifamoso Big Bang ?! Gli Scienziati più ortodossi la chimano Singolarità.

Quando la Scienza Classica non riesce a spiegare qualcosa che vada oltre le loro concezioni dogmatiche allora parla di Singolarità. Pensiamo al Big Bang come una partita di calcio, da cui tutto è cominciato. Chi ha fischiato l'inizio della partita?

Chi ha deciso cosa e chi doveva giocare?
Per chi ancora lo ignori il Big Bang è un punto dello spazio tempo in cui inscriviamo tutta la nostra ignoranza: la sacra matematica non ci arriva. Ora l'incapacità a dimostrare l'istante zero non è  roba da poco,come se - ragionando per assurdo- in quel momento fosse andato in tilt, e e senza spiegazione, il sistema mediatico planetario. Ma riflettiamo: se accadesse cosa penseremmo di quel sistema? lo riterremmo adeguato?
Proseguendo nell'analogia possiamo affermare che la matematica si rivela strumento impreciso proprio perchè impossibilitato a spiegare la nascita dell'universo,il big bang, e perciò: può definirsi linguaggio della Natura?

volendo anche ammetterlo sorgono altre osservazioni: intanto che un simile linguaggio, pur efficace nella vita di tutti i giorni, non lo conosciamo a fondo. E poi che ci siamo illusi di essere bravi interpreti ma giunti a un punto chiave abbiamo visto che parliamo lingue diverse.Riepilogando, il muro invalicabile dell'attuale fisica è il seguente: c'è stato un grande scoppio all'inizio del tempo ( provato sperimentalmente dalla cosiddetta radiazione fossile), ma questo non dimostra niente, anzi pone un duplice problema di natura teleologica.

 

Il primo: l'universo è nato da una deflagrazione ma non si espanderà in eterno, secondo alcuni fisici lo farà sino a un limite, dopo di che collasserà in se stesso (big crunch), tornando a un punto iniziale da cui riesplodere. Insomma un ciclo eterno di implosioni e scoppi.

 

Il secondo: l'universo si espande all'infinito.

Entrambe le ipotesi ospitano la medesima lacuna, ossia: Chi avrebbe azionato il susseguirsi di big bang e crunch o, in alternativa, l'irriproducibile scoppio iniziale? ? e poi: a che scopo, se non il narcisistico compiacimento per un giocattolo ben congegnato?Lo stato dell'arte non consente risposte, per il motivo che di quel punto iniziale e di quanto l'ha preceduto ignoriamo tutto, a causa di un codice inadeguato. Meglio dunque, per i nostri scopi, affidarci a un concetto sottile ma non di meno scientifico quale l'entropia. Che ugualmente condurrà a poco ma ha il pregio di descrivere, sia pure in qualità, non in sostanza, gli accadimenti primordiali. Dunque l'entropia è una funzione di stato il che ne impèlica la non misurabilità in assoluto - insomma necessita di uno stato iniziale in cui assegnarle un certo valore - e tuttavia ha un pregio cruciale: misura il disordine di un sistema. Più esso è caotico maggiore è l'entropia.
Nei calcoli termodinamici si prende per riferimento il suo valore alla temperatura di zero gradi centigradi e alla pressione di una atmosfera, ma nulla esclude, parlando di universo, che tale stato venga fatto coincidere con l'istante T = 0, l'attimo del big bang. Di quell'istante tutto possiamo ignorare se non che abbia posseduto entropia zero, mancandogli per definizione un riferimento anteriore.E perciò, per la definizione di antropia, al Big Bang l'universo era ordine infinito. Questo lo possiamo dire, e mentre lo affermiamo con certezza un po' ci passa quella inquietante angoscia da istante 0.

Il quale, ribadisco, è un punto singolare.Così come i credenti dicono della Resurrezione.


IL PARADIGMA OLOGRAFICO degli scienziati BHOM E PIBRAM ha delle implicazioni anche nelle cosiddette scienze pure come la biologia. Keith Floyd, uno psicologo del Virginia Intermont College, ha sottolineato il fatto che se la concretezza della realtà non è altro che una illusione olografica, non potremmo più affermare che la mente crea la coscienza (cogito ergo sum). Al contrario, sarebbe la coscienza a creare l’illusoria sensazione di un cervello, di un corpo e di qualunque altro oggetto ci circondi che noi interpretiamo come "fisico".
Una tale rivoluzione nel nostro modo di studiare le strutture biologiche ha spinto i ricercatori ad affermare che anche la medicina e tutto ciò che sappiamo del processo di guarigione verrebbero trasformati dal paradigma olografico. Infatti, se l’apparente struttura fisica del corpo non è altro che una proiezione olografica della coscienza, risulta chiaro che ognuno di noi è molto più responsabile della propria salute di quanto riconoscano le attuali conoscenze nel campo della medicina.
Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell’ologramma corporeo.

Allo stesso modo, potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative come la "visualizzazione"risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la "realtà". Il mondo concreto è una tela bianca che attende di essere dipinta.
Perfino le visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono venire facilmente spiegate se accettiamo l’ipotesi di un universo olografico.
Nel suo libro "Gifts of Unknown Things", il biologo Lyall Watson descrive il suo incontro con una sciamana indonesiana che, eseguendo una danza rituale, era capace di far svanire istantaneamente un intero boschetto di alberi.
Watson riferisce che mentre lui ed un altro attonito osservatore continuavano a guardare, la donna fece velocemente riapparire e scomparire gli alberi diverse volte.

 

IL NOSTRO UNIVERSO è uno di molti esistenti nell'Iperspazio.
Degli scienziati hanno iniziato ad analizzare la relazione tra la teoria delle superstringhe e la coscienza integrata che raccoglie tutti noi come una cosa sola nell'universo congelato.
L'Iperspazio è il vuoto quantico e ci sono molti Iperspazi. Ogni Iperspazio contiene un numero incalcolabile di universi e tutti gli Iperspazi poggiano su una piattaforma. La piattaforma è l'indistruttibile universo congelato.
Sono tre i pilastri che reggono l'universo congelato - il pilastro della creazione o nascita, il pilastro della continuità o mantenimento e il pilastro della distruzione per la rinascita. Queste sono le singolarità della coscienza integrata.
La teoria delle superstringhe parla di dieci dimensioni.

IL REGNO DELLE DIECI DIMENSIONI Ora gli scienziati comprendono il regno delle dieci dimensioni.
Ci sono tre dimensioni che noi siamo in grado di vedere e percepire, mentre le altre sette esistono al di là della nostra capacità materiale. La coscienza integrata modularizzata che unisce la nostra mente all'universo congelato fluttua in queste sette dimensioni.L'universo congelato si interfaccia con tutte le dieci dimensioni, e anche di più, ma l'interfaccia tra l'Iperspazio e l'universo congelato necessita di attraversare le sette dimensioni extra.
Le dieci dimensioni formano la base di tutta l'esistenza: tre sono nella materia e le altre sono nella coscienza integrata.

 

reiki

“Ancora un’altra conferma che la coscienza è il paradigma fondamentale.                        Sempre più il materialismo appare come una religione scientifica”.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Sephan A. Schwartz​

Alcuni fisici internazionali sono convinti che il nostro spirito abbia uno stato quantico e che il dualismo tra corpo e anima sia altrettanto reale quanto il “dualismo onda-particella” (detto anche “dualismo onda-corpuscolo”) delle particelle più piccole.

 

Il Dottor James G. di San Francisco, un ex collaboratore della società tedesca Max-Planck di Francoforte, ha riportato la seguente incredibile storia personale: “Ho studiato negli U.S.A., ma per alcuni semestri ho studiato chimica anche a Londra. Quando arrivai in Inghilterra, il pensionato universitario era pieno, così aggiunsi il mio nome alla lista d’attesa. Poco tempo dopo, ricevetti la bella notizia che una camera si era liberata. Dopo essermici trasferito, mi svegliai una notte e nel crepuscolo fui in grado di vedere un giovane uomo con ricci capelli neri. Ero terrorizzato e dissi al presunto vicino che aveva sbagliato stanza. Lui semplicemente pianse e mi guardò con una enorme tristezza negli occhi. Quando accesi la luce, l’apparizione era scomparsa.

Dato che ero certo, al cento per cento, che non era stato un sogno, il mattino dopo raccontai lo strano incontro alla direttrice del collegio, facendole un’accurata descrizione del giovane uomo. Lei improvvisamente impallidì. Guardò negli archivi e mi mostrò una foto. Riconobbi immediatamente il ragazzo che era venuto a trovarmi nella mia stanza la notte precedente. Quando le chiesi chi fosse, mi rispose con voce tremolante che si trattava dell’affittuario precedente. Poi aggiunse che la mia stanza si era liberata perché si era tolto la vita poco prima"

Il Professor Hans-Peter Duerr, ex direttore dell’Istituto Max Planck di Fisica di Monaco, presenta il parere che il dualismo delle particelle più piccole non si limita al mondo subatomico, ma è invece onnipresente. In altre parole: il dualismo tra corpo e anima è altrettanto reale per lui, quanto il “dualismo onda-particella” delle particelle elementari. Secondo il suo punto di vista, esiste un codice quantico universale, applicabile a tutta la materia vivente e non. Questo codice quantico abbraccia presumibilmente l’intero cosmo. Di conseguenza, Duerr crede – di nuovo basandosi su considerazioni puramente fisiche – nell’esistenza dopo la morte.

Ecco come lo ha spiegato nel corso di un’intervista: “Ciò che consideriamo il “qui ed ora”, questo mondo, è in realtà solo il livello materiale comprensibile. L’aldilà, è invece una realtà infinita, che è molto, molto più grande, nella quale questo nostro mondo è radicato. In questo modo, le nostre vite su questo piano di esistenza sono contenute e circondate già dal mondo dell’aldilà. Io immagino di aver scritto la mia esistenza in questo mondo su una specie di hard disk (il cervello), e di aver anche trasferito questi dati su un campo quantico spirituale, così da dire che quando morirò, non perderò queste informazioni, questa coscienza. Il corpo muore ma il campo quantico spirituale continua. In questo modo, io sono immortale.” Anche un altro studioso, il Dottor Christian Hellweg, è convinto che lo spirito abbia uno stato quantico. Nel corso dei suoi studi in fisica e medicina, ha effettuato per molti anni ricerche sulle funzioni cerebrali, presso l’Istituto Max Planck di Biochimica Fisica. Ha dimostrato che le informazioni nel sistema nervoso centrale possono essere codificate in fasi. Negli ultimi anni ha dedicato la sua vita allo studio della questione corpo-anima e ha effettuato ricerche sulle percezioni immateriali e allucinazioni. E’ interessato in modo particolare al fischio/ronzio nelle orecchie, ovvero una percezione immateriale del senso dell’udito.

Egli sintetizza la sua tesi nel seguente modo: “I nostri pensieri, la nostra volontà, la nostra coscienza e le nostre sensazioni, mostrano proprietà che potrebbero essere definite come proprietà spirituali… Nessuna interazione diretta con le forze fondamentali conosciute della scienza naturale, come la gravitazione, le forze elettromagnetiche, ecc. può essere rilevata nello spirituale. D’altro canto, però, queste proprietà spirituali corrispondono esattamente alle caratteristiche che contraddistinguono i fenomeni estremamente sconcertanti e meravigliosi del mondo quantico. Mondo quantico, in questo caso, si riferisce a quel regno del nostro mondo che non è solo fattuale: in altre parole, il regno delle possibilità, il regno dell’incertezza, dove noi “sappiamo il cosa” ma non sappiamo esattamente né il quando né il come. Sulla base del contesto della fisica tradizionale, si può concludere, per necessità, che questo regno deve effettivamente esistere nella realtà.”

Il fisico americano John Archibald Wheeler, afferma: “molti scienziati speravano… che il mondo, in un certo qual senso, fosse tradizionale o semplicemente privo di curiosità, ma queste speranze sono andate in fumo, dopo una serie di nuovi esperimenti.”

Attualmente, ci sono gruppi di ricerca universitari che analizzano l’interazione tra coscienza e materia. Uno dei principali ricercatori in questo campo, è il fisico Professor Robert Jahn dell’Università di Princeton, nel New Jersey. Egli sostiene che se gli effetti e le informazioni possono essere scambiati in entrambe le direzioni tra coscienza umana e ambiente fisico, allora si deve anche assumere una risonanza o “potenziale legame molecolare” anche per la coscienza. In sintesi: secondo questa teoria, si dovrebbero riconoscere anche alla coscienza le proprietà quantiche conosciute. A suo avviso, non avrebbe senso assegnare termini come informazione o risonanza né al mondo fisico né alla coscienza spirituale, o separare gli effetti fisici dagli effetti spirituali.

Il fisico quantico David Bohm, allievo e amico di Albert Einstein, fece affermazioni simili. La sua sintesi: “I risultati delle scienze naturali moderne, hanno senso solo se assumiamo una realtà interiore uniforme trascendente, che si basa su tutti i dati e fatti esterni. Il vero profondo della coscienza umana è una di queste.”

Anche il fisico nucleare e biologo molecolare Jeremy Hayward, della Università di Cambridge, non fa mistero delle sue convinzioni: “Molti scienziati che fanno parte della corrente scientifica principale, non hanno più paura di dichiarare apertamente che la coscienza potrebbe – in aggiunta a spazio, tempo e materia – essere un elemento fondamentale del mondo, probabilmente molto più fondamentale di spazio e tempo. Potrebbe quindi essere un errore separare lo spirito dalla natura.” Viene addirittura messo in discussione se la materia debba essere considerata un elemento fondamentale dell’universo.

 

La nostra visione scientifica della realtà è mutata, radicalmente, nel secolo scorso, grazie ai contributi della fisica quantistica. Ormai è acclarato che mediante i cinque sensi percepiamo una realtà esteriore che non è la vera e definitiva realtà. Noi percepiamo con i cinque sensi, a livello quantitativo, solo una piccolissima parte della realtà: “la materia ordinaria costituisce il 4% della massa nell’universo e rappresenta la massa visibile. La materia oscura rappresenta invece il 22%, mentre l’energia oscura ben il 74%”. Non solo, ma le forme della realtà stessa che noi vediamo non sono assolute, ma relative come diremo tra poco.


Gli scienziati, agli inizi del secolo scorso, ritenevano di poter scoprire l’elemento fondamentale dell’Universo, cioè la particella più piccola dalla quale tutta la materia doveva essere scaturita; invece, gli scienziati rimasero stupiti nello scoprire che non esisteva un’unità più piccola ,in quanto l’esistenza appariva come un’onda di infinite possibilità, intrecciate e connesse. La vita, cioè non proveniva dalle particelle, a livello subatomico, e gli oggetti materiali solidi della fisica classica, e che appaiono tali ai nostri occhi, si dissolvevano in configurazioni di onde di probabilità .
Al livello della fisica sub-atomica, l'universo ha rivelato che la sua essenza fondamentale è pura energia immateriale. Tutta la materia è energia, e “ad un livello sottostante all’energia c’è l’informazione, una base totalmente immateriale per l’esistenza … ogni particella, ogni corpo, ogni aspetto dell’esistenza è espressione dell’informazione che attraverso il cervello o la mente interpretiamo come il mondo fisico” .Tutti gli oggetti fisici e l’uomo compreso, hanno una loro frequenza vibrazionale, e quindi un campo di energia, “l’universo materiale compresi particelle, stelle, pianeti, rocce e organismi viventi non è materiale: tutte queste cose che sembrano materia sono onde complesse nel vuoto quantico” .

Tutta la materia “è caratterizzata da una frequenza e una lunghezza d’onda specifiche cioè con un certo numero di cicli d’onda per secondo … ogni cosa noi compresi, ha una funzione d’onda” . Il nostro corpo fisico, gli alberi, gli oggetti materiali che vediamo e utilizziamo, nella realtà più profonda non sono solidi, separati tra loro e statici come appaiono

alla vista .I nostri sensi selezionano una porzione di cambiamento, la bloccano in fase e così la possono percepire come una realtà fissa, ma la vibrazione universale non ha pause .La vita si rinnova continuamente e compie scambi continui. Vi è un flusso continuo di energie che noi non vediamo con i cinque sensi, così come non constatiamo gli scambi di queste particelle con altre particelle dell’Universo. Pensiamo al rinnovamento del nostro corpo che sfugge alla nostra percezione; eppure, il nostro corpo fisico è fatto anche di particelle subatomiche che sono parte della materia dell’Universo .


Un’immagine di questo flusso di energia la possiamo elaborare grazie al racconto del famoso fisico F. Capra,

contenuto nel Tao della Fisica al quale rinviamo.Tra noi e la materia solida che osserviamo, non v’è la separazione che vediamo con gli occhi. Lo spazio che consideriamo vuoto, in verità, non è tale, ma è colmo di energie che vibrano a frequenze superiori a quella visiva, vi è un continuum di energie .
I nostri cinque sensi sono organizzati per percepire gli oggetti come tridimensionali e solidi. Ma nella realtà quantica la solidità non esiste, esiste solo energia che vibra a varie frequenze. La fondamentale unicità dell'universo, afferma F. Capra, “caratteristica principale dell'esperienza mistica, è anche una delle più importanti rivelazioni della fisica moderna. Essa diviene evidente a livello atomico e si manifesta tanto più chiaramente quanto più si penetra in profondità nella materia, fino al mondo delle particelle subatomiche. I costituenti della materia e i fenomeni fondamentali ai quali essi prendono parte sono tutti in rapporto reciproco, interconnessi e interdipendenti; non possono essere compresi come entità isolate, ma solo come parti integrate del tutto. Per quanto ci addentriamo nella materia, la natura non ci rivela la presenza di nessun «mattone fondamentale» isolato, ma ci appare piuttosto come una complessa rete di relazioni tra le varie parti del tutto. Queste relazioni includono, inoltre, sempre l'osservatore” .
Dunque, anche i corpi fisici sono distanti e separati, solo se osservati sotto il profilo della loro forma, poiché, in realtà, essi con le loro vibrazioni sono in contatto tra loro. Anche l’idea della separazione tra individuo e natura è, dunque, illusoria. Ciò è notorio nelle filosofie spirituali le quali hanno, da sempre, affermato che l’uomo non è un essere isolato, in quanto tramite le energie sottili emanate è in contatto con l’Universo. La nostra vita non è separata dalle altre. Come il Sole si estende tramite i suoi raggi al di là del suo corpo fisico, così l’uomo, grazie alle sue emanazioni, si diffonde nello spazio, anzi, l’uomo cammina nello spazio .

Infatti, sta emergendo sempre più, a livello scientifico, il convincimento che la nostra vita sia come un’immensa rete: “Negli ultimi anni sono state fatte molte scoperte sorprendenti. Gli scienziati più avanzati di oggi vedono nell'universo incredibili relazioni quantiche generali: ogni particella che abbia assunto lo stesso stato quantico di un'altra resta collegata a quest'ultima in maniera non-locale. Sembra che a livello cosmologico esistano gli stessi collegamenti sottili, di là dello spazio e del tempo, osservati in campo quantico. Legami altrettanto sorprendenti emergono all'interno degli organismi viventi e tra l'organismo e il suo ambiente: "connessioni transpersonali" collegano la consapevolezza degli individui alla consapevolezza e al corpo di altre persone, a prescindere dal tempo e dalla distanza” .
L’universo “non è fatto di cose e di eventi separati, di spettatori esterni e di uno spettacolo impersonale … Si tratta di un intero, di un tutt’uno. A differenza del mondo despiritualizzato della fisica classica, il cosmo non è frammentato in cose materiali e nei domini disgiunti della vita e della mente … La recente scoperta dell’unità dell’universo è frutto di ricerche approfondite, basate su osservazioni e messe alla prova tramite esperimenti. Essa fornisce una visione del tutto diversa del mondo rispetto all’immagine meccanicistica, materialistica e frammentata insegnataci a scuola. Un cosmo connesso, coerente e unito, che richiama un antico concetto presente nella tradizione di ogni civiltà; un cosmo nuovamente impregnato di spirito” .Anche il fisico e matematico Erwin Schrodinger, Premio Nobel per la fisica nel 1933, avverte che la pluralità di oggetti che percepiamo è soltanto un’apparenza, non è reale.
Parimenti, Roger Penrose, famoso fisico e matematico inglese, sostiene:

“la realtà è una cospirazione creata dall'illusione dei sensi”.
james Jeans, fisico e matematico inglese, puntualizza: “Quando consideriamo noi stessi nello spazio e nel tempo, le nostre coscienze sono ovviamente come individui separati di una particella-immagine, ma quando passiamo al di là dello spazio e del tempo forse esse possono diventare ingredienti di un singolo continuo flusso di vita. Come avviene con la luce e l'elettricità, così può avvenire con la vita; i fenomeni possono essere come individui che conducono esistenze separate nello spazio e nel tempo, mentre, nella realtà più profonda, oltre lo spazio e il tempo, noi tutti possiamo essere membra di un unico corpo”.
Anche David Bohm sottolinea l’unità della vita: “Nonostante la sua apparente solidità, l'Universo è in realtà un ologramma gigantesco (gigantesco a misura nostra) e splendidamente dettagliato. Sono gli elettroni che, con i loro balzi quantici, conferiscono massa e volume al nucleo dell'atomo dandoci la "percezione" della solidità dei corpi di materia. Il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto, indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro separazione è in verità un'illusione. Ad un livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso organismo fondamentale".
Anche Albert Einstein aveva osservato che “Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo 'universo', una parte limitata nel tempo e nello spazio. Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine. Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza” .
La visione parziale della realtà esteriore elaborata dai cinque sensi è stata superata anche dal principio di indeterminazione: l'osservatore umano non è necessario solo per osservare le proprietà di un oggetto, ma è necessario anche per determinare queste proprietà. Nella fisica atomica non possiamo parlare delle proprietà di un oggetto in quanto tale: esse hanno un significato solo nel contesto dell'interazione dell'oggetto con l'osservatore. Come affermava Niels Bohr, “le particelle materiali isolate sono astrazioni, poiché le loro proprietà sono definibili ed osservabili solo mediante la loro interazione con altri sistemi”. Il principio di indeterminazione ha evidenziato come “nei più piccoli elementi costitutivi della materia ogni processo di osservazione provoca una forte perturbazione; non è più possibile parlare del comportamento della particella indipendentemente dal processo di osservazione … la scienza della natura presuppone sempre l’uomo, e noi dobbiamo, come ha detto Bohr, prender coscienza del fatto che nello spettacolo della vita non siamo solo spettatori, ma anche, costantemente, attori“.
Quanto rilevato significa “non solo che l’esperimento oggettivo nel senso classico non è concretamente realizzabile, ma, anche, che, in generale, in una fitta rete non possiamo isolare una parte di essa definendola “oggetto” nel senso tradizionale del termine. Possiamo solo fare un “ritaglio” arbitrario di una parte di essa e poi, dopo averlo “estratto” dal suo contesto, definirlo oggetto. E, in realtà, questo è ciò che accade quando facciamo riferimento a oggetti del nostro ambiente” .

Anche il fisico H. Pagels afferma: "La vecchia idea che il mondo esista effettivamente in uno stato definito non è più sostenibile. La teoria quantistica svela un messaggio interamente nuovo: la realtà è in parte creata dall'osservatore … La situazione si presenta paradossale al nostro intuito, perché stiamo cercando di applicare al mondo reale un'idea dell'oggettività che sta solo nelle nostre teste, una fantasia" . Se la mente dell'osservatore, con la sola intenzione di osservare, incide sulla realtà dei fenomeni osservati, ciò vuol dire che il nostro pensiero, le nostre intenzioni hanno una influenza sulla materia che compone anche la nostra struttura .
Se osservare vuole dire anche modificare ciò che viene osservato, ne discende, concettualmente, che:
- ogni pensiero crea una vibrazione che interagisce con l’energia-materia che ci circonda;
- viviamo in un Universo partecipativo, nel senso che l’uomo con il suo mondo interiore è un creatore consapevole o meno, della realtà;
- anche le particelle del nostro corpo fisico sono condizionabili dalla nostra vita interiore.

La realtà materiale, quindi, non può essere intesa come“qualcosa che sta fuori di qui” con l’osservatore separato. La vecchia parola “osservatore” deve essere sostituita con “partecipatore”, afferma il fisico John Wheeler.
In altri termini, “non possiamo semplicemente considerare l’oggetto come qualcosa che esiste in modo indipendente, “là fuori”… l’organismo, in quanto reticolo di elementi completamente codeterminantisi fa sì che le nostre menti siano, letteralmente, inseparabili non solo dall’ambiente esterno, ma anche da quello che Claude Bernard già chiamava il milieu interieur, il fatto che noi non abbiamo solo un cervello ma un intero corpo. Per qualche strana ragione, nella tradizione occidentale c’è la bizzarra percezione che la materia possa essere sì supporto della mente, ma che la mente non abbia diretta influenza sulla materia. Bene, si può dimostrare che questo è sbagliato” .Evidentemente, quanto appena rilevato deve valere anche rispetto alle azioni esteriori: “quando tocchiamo un oggetto, i nostri campi d’energia e relative nubi di elettroni si incontrano, minuscole porzioni si fondono e si separano. Anche se percepiamo noi stessi come integri, in realtà, abbiamo ceduto parte del nostro campo energetico a quell’oggetto specifico acquisendo un brandello della sua energia. A ogni incontro noi procediamo a tali scambi e in seguito ci ritroviamo leggermente cambiati” .
Dunque, sia le attività interiori (meditare, pensare, pregare, contemplare) e sia quelle esteriori (gesti...) implicano, sempre, uno scambio di particelle con la realtà: diamo e prendiamo.
Evidentemente, parliamo di cambiamenti a livello subatomico e qualcuno potrebbe osservare che per questa ragione, si compie un salto logico, se si cerca di estendere ai comportamenti umani, le verità scientifiche relative alle particelle subatomiche. Ma le energie del mondo interiore non sono anche esse particelle e onde? Non siamo anche noi costituiti dalla stessa materia-energia? Il premio Nobel Wigner ha affermato, a questo proposito, che “non vi sono evidenze che l’accuratezza della meccanica quantistica incominci a svanir via via che aumenta la grandezza del sistema e la linea divisoria tra sistemi microscopici e macroscopici non è certamente molta netta” . Evidentemente, occorre tener conto delle debite proporzioni.


La fisica quantistica ha, dunque, illuminato, anche se non completamente, le radici del mondo manifesto. Oltre alla realtà sensibile e visibile ai nostri occhi, grazie alla quale possiamo vivere l’esperienza della nostra vita differenziata ed evolvere sulla Terra, esiste una realtà c.d. quantica ove tutto è interconnesso e interdipendente, dove il vuoto e la solidità non esistono.

Le distanze tra la scienza e le antiche tradizioni spirituali, negli ultimi anni, si sono ridotte notevolmente e non vi sono ragioni per ritenere che questo percorso di avvicinamento non debba ancora proseguire.


Le proprietà quantiche dell’universo, ha affermato il prof. Lothar Schäfer, “rivelano l’errore delle vedute di Monod. È vero che noi cerchiamo un’alleanza con la natura. È vero che noi abbiamo dei bisogni spirituali, ma non perché siamo discendenti di animisti. Ne abbiamo bisogno perché il nostro spirito ha bisogno di essere a contatto con ciò che è di egual natura – il fondo spirituale del reale” . Questo studioso aggiunge che “gli aspetti caratteristici della realtà quantica hanno sulla nostra personale natura umana delle conseguenze potenzialmente considerevoli. Se l'universo è una rete di connessioni istantanee e non separabili, e assai probabile che noi facciamo parte di questa rete. Se nell’universo agisce un elemento di Coscienza, e assai probabile che comunichi con la nostra Coscienza. Poiché non viviamo in una macchina gigante, dobbiamo considerarci degli attori in una realtà che non è la realtà abituale che conosciamo, ma piuttosto una realtà interconnessa, tanto metafisica quanto fisica, e con qualità spirituali”.
Ma la nostra coscienza può elevarsi per permetterci di accedere a questo mondo superiore dell’Unità, considerato che con la coscienza ordinaria, tramite i sensi vediamo solo un corpo solido che il nostro intelletto misura, analizza e compara?
Come sostenuto da William James: “La normale coscienza dello stato di veglia, che chiamiamo coscienza razionale, è soltanto un tipo di coscienza particolare, mentre tutto intorno ad essa, separate da schermi sottilissimi, esistono forme potenziali di coscienza completamente diverse”.
Scrive Laszlo: “William James, il padre della psicologia americana, percepiva tali interconnessioni. Egli scrisse: "Dalla mia esperienza... emerge dogmaticamente una conclusione... che noi, con le nostre vite, siamo come isole nel mare, o alberi nella foresta. L'acero sussurra al pino con le sue foglie, e viceversa ... Inoltre, gli alberi intrecciano le radici nell'oscurità sotterranea e le isole si saldano tra loro nei fondali oceanici. Allo stesso modo, esiste un continuum di consapevolezza cosmica, contro la quale la nostra individualità non erige altro che recinzioni temporanee e in cui le nostre menti si tuffano come in un mare materno o in un serbatoio..." .
Se teniamo conto che la nostra coscienza è intessuta implicitamente in tutta la materia e la materia è intessuta dalla coscienza, come ha affermato David Bohm, appare possibile accedere alla realtà fisica non visibile. Il pensiero, come afferma, O. M. Aïvanhov, è una sorta di scala della quale dobbiamo imparare a servircene per elevarci: il pensiero può limitarsi a scrutare il mondo visibile e a ritenere che gli esseri umani siano separati come appaiono alla vista, ma può anche innalzarsi per scrutarne le radici in alto, come Unità.

 

 

" Oggi dopo la fisica dei quanti e delle stringhe , possiamo sperare in una unità matura, dove una scienza rigorosa può

camminare fianco a fianco con una spiritualità altrettanto rigorosa. Se la Fisica è la scienza della dimensione materiale 

lo Yoga è la scienza della dimensione interiore. Studiando gli antichi testi vedici (solo da pochi secoli tradotti dal Sanscrito)

l'attento lettore si renderà conto che le antiche civiltà avevano già una visione profonda e scientifica del cosmo esteriore ed interiore."                                                                                                                                                                                                     

                                                                                                            Valentino Bellucci - La Saggezza Di Shiva -

Letture, riadattameti, citazioni, ricerche, articoli Tratti da:

 

Roberto Rizzo, Carolina Borella, Focus,Dr. Rolf Froböse, “Il segreto di Dio” di Ruediger Schache, a cura di Gabriele Sannino,

Nelda, Fisica Quantistica.it, la Rete della vita,E. Laszlo, L’uomo e l’universo,G. L. Schroeder, L’universo Sapiente, M. Teodorani, L’atomo e le particelle elementari, La mente creatrice, 2009, V. Marchi, La scienza dell’Uno, effetti della gravità e far tornare i conti dell’idea di un universo stazionario allora in voga”, Corriere della sera Agazzi, Evandro Agazzi, Le frontiere della conoscenza scientifica e l'ipotesi del trascendente, in AA. VV., Valori, ScienzaeTrascendenza G.L.Schroeder, E. Laszlo, Risacralizzare il cosmoG. L. Schroeder, Osserva F. Capra, Tao della fisica, D. Chopra, Le coincidenze, Sperling & Kupfer, 2007, G. L. Schroeder,Cfr. H. Pagels, Codice Cosmico, Boringhieri, Sul piano scientifico, cfr., ad esempio, la teoria della Mente estesa del biologoR.Sheldrake.O. M. Aïvanhov, Leggi della Morale cosmica,E. Laszlo, Scienza e Idem, Risacralizzare il Cosmo W. Heisenberg, Natura e fisica moderna, F. Capra, Il punto di svolta, , Complessità e formazione, Enea, H. Pagels,  Humberto Maturana, Complessità e formazione Francisco Varela, Quattro pilastri per il futuro della scienza cognitivaCosì D. Chopra, Le L. Dossey, Spazio, Tempo, Medicina Lothar Schäfer, L'importanza della fisica quantica nel pensiero di Teilhard de Chardin prospettiva dell'evoluzione biologica, “Un Futuro per l’Uomo” E. Laszlo, L'esperienza Akashica - Leggere il campo di memoria e informazione del Cosmo Scienza e Conoscenza, “Dall’Intelletto all’Intelligenza”, in La vita psichica.

 

Ringrazio tutti, dal profondo dell'Anima!

 

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